La Russia torna a crescere. Ma restano dubbi sulla sostenibilità nel medio-lungo periodo

La Russia torna a crescere. Dubbi sulla sostenibilità
Mosca, capitale della Federazione Russa

Alla fine del 2017 la Russia registrerà il primo anno di crescita dal 2014. Il Governo ha auto-certificato il 2,1 per cento rispetto al 2016, che si legherebbe allo stabilizzarsi dell’inflazione e all’aumento della domanda interna. Gli organismi internazionali sono invece, più cauti: la Banca Mondiale stima l’1,7 e l’OCSE l’1,9%. Le preoccupazioni riguarderebbero le capacità di tenuta dell’economia nel medio-lungo periodo.

Ma ciò che conta di più ora per Putin è il breve periodo. Infatti, a marzo si tornerà alle urne in Russia, anche se il Capo del Cremlino non ha ancora sciolto la riserva sulla sua ricandidatura. Ma qualora dovesse ripresentarsi troverebbe un terreno già fertile. Oltre al positivo andamento del Pil, Putin può puntare su alcuni imponenti progetti infrastrutturali, come la costruzione del gasdotto “Power of Siberia” verso la Cina, un ponte sul Mar Nero e gli stadi per i Mondiali di calcio.

Anche se la crisi, che ha colpito la Russia in particolare dal 2014 e ha tenuto lontano dalla Federazione molti investitori esteri, sembra in via di superamento, le stime sono tutte ancorate alla stabilità del prezzo del petrolio. E ciò potrebbe spiegare, in parte, la disponibilità di Mosca verso Arabia Saudita e Iran. Ma non sarà comunque un rapporto a tre, visto la storica ostilità tra Riyad e Teheran.

Fonte
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