Annamaria Furlan: “La disconnessione è un diritto. Bisogna ripensare i contratti”
“Penso che lo smart working sia un’opportunità formidabile per coniugare produttività e benessere del lavoratore, buona flessibilità e sostenibilità ambientale e sociale, inclusione e conciliazione vita-lavoro”. A sostenerlo è il segretario generale della Cisl. Ma per fare questo occorre “restituire la materia alla contrattazione”, precisa Annamaria Furlan.
28 Luglio, 2020
Ultimo aggiornamento: 29/07/2020 14:03
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“Bisogna uscire dall’ibrido di un lavoro delocalizzato che ha ben poco a che fare con il vero lavoro agile – spiega Furlan -. E considerare che la disconnessione è un diritto”.
Per fare dello smart working una reale opportunità, dunque, occorre ripensare i contratti, per fare sì che la produttività oraria media non diminuisca (a causa della dilatazione ‘incontrollata’ dell’orario di lavoro) e che la conciliazione tra i tempi professionali e quelli privati sia fattiva.
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