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La Cina si oppone fermamente ai “dazi reciproci” degli Stati Uniti e adotterà risolutamente contromisure per salvaguardare i propri diritti e interessi, ha dichiarato il 3 aprile un portavoce del ministero del Commercio. I commenti sono arrivati dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato che avrebbero imposto “dazi reciproci” ai loro partner commerciali.
La storia dimostra che l’aumento dei dazi non può risolvere i problemi degli Stati Uniti. Per il portavoce, la scelta di Washington danneggia gli interessi statunitensi e mina lo sviluppo economico globale, nonché la stabilità della catena industriale e di approvvigionamento. Secondo lui, “non c’è nessun vincitore in una guerra commerciale e il protezionismo non porta da nessuna parte”.
La Cina, pertanto, esorta gli Stati Uniti a eliminare immediatamente le misure tariffarie unilaterali e a risolvere adeguatamente le differenze con i propri partner commerciali attraverso un dialogo paritario. Con il pretesto della “reciprocità”, invece, gli Stati Uniti hanno imposto dazi aggiuntivi sulle esportazioni dalla Cina e da altri Paesi, violando gravemente i regolamenti dell’Organizzazione mondiale del commercio e minando seriamente il sistema commerciale multilaterale basato sulle regole, ha osservato il portavoce del ministero cinese degli Esteri Guo Jiakun.
Dalle parole si è poi passati ai fatti. Poche ore dopo, Pechino ha infatti comunicato le proprie decisioni: a partire dal 10 aprile scatteranno tariffe aggiuntive del 34% sui prodotti statunitensi. La Cina inoltre imporrà controlli sulle esportazioni di sette articoli correlati alle terre rare.