
“Nell’ultimo decennio l’Italia è cresciuta molto meno del resto d’Europa, ha prodotto meno ricchezza e ha peggiorato il rapporto tra debito e Pil. Ora, o mettiamo insieme un grande progetto che abbia come stella polare una crescita stabile e duratura, coinvolgendo le migliori competenze del Paese, oppure nel medio termine quel debito al 160% del Pil ci piomberà sulla schiena e schianterà l’Italia”. A sostenerlo è Marco Tronchetti Provera, presidente e amministratore delegato di Pirelli, in un’intervista su Affari e Finanza.
“La Germania uscirà dall’ emergenza con un debito pubblico intorno al 75-80%, la Francia arriverà al 120, cioè ancora sotto il livello dell’Italia prima dell’ epidemia”, spiega l’industriale. L’Italia invece si troverà con un debito pari al 160% del Pil, un record mondiale, superato solo dai giapponesi.
“Insieme alla leva fiscale bisogna mettere in moto gli investimenti, pubblici e privati, nelle infrastrutture fisiche e digitali – aggiunge Tronchetti Provera -. In Italia c’è un risparmio privato di quasi 10 mila miliardi, e di questi circa 4.400 sono investimenti finanziari: bisogna trovare il modo di convogliare almeno una parte di questa mole di denaro verso il finanziamento delle infrastrutture. Se il 5% di questa cifra fosse utilizzata per sottoscrivere titoli di Stato italiani a lunga scadenza, ci sarebbero altri 220 miliardi da mettere al servizio della modernizzazione del Paese”.