
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky – il cui mandato è scaduto lo scorso anno – si è detto pronto a organizzare le elezioni presidenziali nel 2025. La legge marziale che inibisce l’allestimento dei seggi scade l’8 maggio e potrebbe non essere rinnovata dalla Verkhovna Rada (parlamento monocamerale).
L’idea dei vertici di Kiev di un ritorno alle urne è dovuta all’aumento della popolarità di Zelensky in seguito alle accuse di ingratitudine o illegittimità ricevute dall'alleato americano Donald Trump e dal nemico Vladimir Putin. In ogni caso, risulterebbe proibitivo coinvolgere nella consultazione popolare i milioni di connazionali residenti/sfollati all’estero e chiunque abiti i territori occupati dalla Federazione Russa.
Dal canto suo, Mosca precisa che “prende molto sul serio” le proposte Usa per un accordo in Ucraina, “ma non possiamo accettarle tutte così come sono”. Lo ha detto il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, secondo cui “non abbiamo sentito da Trump segnali a Kiev per porre fine alla guerra. Ciò che abbiamo è un tentativo di trovare una sorta di schema che consentirebbe di ottenere una tregua come la immaginano gli americani. E poi passare ad altri schemi in cui, per quanto ne sappiamo, non c’è posto oggi per la nostra richiesta principale, cioè risolvere i problemi legati alle cause del conflitto. Non esiste nulla del genere, e questo va affrontato”.
In visita a Mosca, intanto, il ministro degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese Wang Yi ha sentito l’esigenza di ribadire l’inflessibile sintonia con la Federazione Russa: “Amici per sempre, nemici mai”. Secondo il capo della diplomazia di Pechino, tale principio “funge da solida base giuridica per far progredire la cooperazione strategica a un livello superiore”.
Le dichiarazioni dell’alto funzionario cinese giungono all’indomani delle pesanti critiche del presidente degli Stati Uniti Donald Trump verso l’omologo Vladimir Putin. Invero, Pechino teme che un riavvicinamento tra Mosca e Washington possa essere a scapito degli interessi geopolitici della Cina.