.jpeg?box=400x800)
Al momento gli Stati Uniti non hanno raccolto nessuna prova che “contraddica la valutazione preliminare del presidente (polacco, ndr) Duda secondo cui il missile esploso in Polonia era ucraino”. Lo ha dichiarato la portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, Adrienne Watson, sottolineando tuttavia che al di là delle conclusioni dell’indagine “è chiaro che la responsabile ultima di questo tragico incidente è la Russia, che ha lanciato una raffica di missili contro l’Ucraina destinati a colpire le infrastrutture civili”.
Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è invece convinto che il razzo caduto in Polonia martedì sia russo. “Non ho dubbi che non fosse il nostro razzo”, ha detto ai giornalisti a Kiev, secondo quanto riportato da Interfax Ukraine. Il leader ha detto di aver ricevuto rapporti dal comando delle Forze armate e dell’aeronautica, e “non può che fidarsi di loro”. Zelensky ritiene inoltre che l’Ucraina avrebbe dovuto essere autorizzata a ispezionare il luogo dell’incidente.
La dinamica dei fatti non è risolta e alcuni aspetti non sono chiari. Tra questi, perché Varsavia (che si è affrettata a dire che si è trattato di uno sfortunato incidente) ha atteso molte ore prima di comunicare al resto del mondo quanto accaduto? Oltre a non essere evidente se a lanciare il missile sia stata Mosca o Kiev, non è per nulla chiara in entrambi i casi l’eventuale volontarietà o meno del lancio. Così come non è stata esclusa la possibilità che il missile lanciato dai russi sia stato intercettato dalla contraerea ucraina.
Tra i vari scenari possibili, anche quello che il governo ucraino starebbe tentando di provocare volontariamente un incidente per aprire la strada a un intervento della Nato. Un’altra ipotesi è che il missile sia stato lanciato dalla Federazione e che la Nato, per evitare il quasi inevitabile scoppio della Terza guerra mondiale, lo abbia indebitamente attribuito agli ucraini.