Durante il suo tour nei paesi insulari del Pacifico che riconoscono la sovranità di Taipei, il presidente di Taiwan Lai Ching-te ha fatto tappa (formalmente “transito”) sull’isola di Guam, strategico avamposto militare degli Stati Uniti.
A seguito di una colazione di lavoro presso la residenza della governatrice Lou Leon Guerrero, il leader di Taipei ha attaccato in modo non troppo velato l’assertività marittima della Repubblica Popolare Cinese: “Di fronte all’espansionismo autoritario, tutti i paesi e le regioni che la pensano allo stesso modo devono unirsi e collaborare per salvaguardare la democrazia, la pace e la prosperità”.
Lai ha quindi sottolineato il ruolo cruciale degli Stati Uniti e delle sue basi militari per attuare il contenimento della Cina continentale: “Taiwan e Guam sono entrambe situate sulla prima catena di isole. Dobbiamo lavorare più a stretto contatto e stare fianco a fianco per salvaguardare la pace e la stabilità nella regione dell’Indo-Pacifico”.
Ora la domanda è: considerando che Pechino ritiene Taiwan una “provincia cinese”, cosa farà Trump visto che l’isola è strategica in termini geopolitici e per l’economia mondiale?