Temo ci sia una diffusa difficoltà a usare l’immaginazione. Se un evento non capita a te è come se non esistesse.
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La scrittrice statunitense spiega in un’intervista a 7 (Corriere della Sera): “È anche per questo che servono i romanzi. Aiutano a immaginare qualcosa che va oltre se stessi”.
Parole che suonano sibilline sopratutto in questa fase nella quale il Pianeta sembra controllare con numerose difficoltà l'espansione globale della pandemia di Covid-19, che - secondo Strout - negli Usa ha ampliato la frattura tra giovani e anziani.
E la scrittrice aggiunge: “Se qualcuno ha difficoltà a immaginare cosa voglia dire essere un’altra persona, nessun social media lo potrà aiutare. Ho l’impressione che i social siano molto concentrati sul ‘sé’”.