Le esportazioni della Repubblica Popolare Cinese sono diminuite del 12,4 per cento a giugno, fermandosi a un valore pari a 285,32 miliardi di dollari. Si tratta di un ulteriore crollo (dopo quello rilevato a maggio pari al 7,5 per cento) provocato dall’indebolimento della domanda esterna, che fa capire quanto Pechino debba continuare a dipendere da quella interna.
Le esportazioni verso l’Ue sono diminuite del 12,92 per cento su base annua, mentre il commercio verso gli Stati Uniti si è ridotto per l’undicesimo mese consecutivo dopo essere diminuite del 23,73 per cento a giugno, il calo più netto da novembre 2022. Al contrario, le esportazioni verso la Russia a giugno sono aumentate del 90,93 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Secondo il Wall Street Journal, “l’obiettivo di Pechino di fare del 2023 l’anno degli investimenti in Cina” sta fallendo. Risultato finale: gli investimenti diretti esteri nella seconda economia al mondo sono scesi a 20 miliardi di dollari nel primo trimestre di quest’anno, rispetto ai 100 mld registrati nel primo trimestre 2022.