
Un po’ a sorpresa, la Cina ha azzerato nelle ultime settimane le importazioni di Gnl a stelle e strisce. Un digiuno così prolungato non si verificava da giugno 2023.
In risposta ai dazi di Donald Trump, Pechino il 10 febbraio ha imposto a sua volta dazi su una serie di merci: per il gas l’aliquota è al 15%, sufficiente a far perdere competitività alle forniture dagli Usa, tanto più in un mercato in cui al momento l’offerta non scarseggia.
In più c’è probabilmente la volontà di boicottare una voce d’esportazione significativa, visto che Washington punta a consolidare il predominio energetico degli Stati Uniti. L’export di Gnl Usa si dirige già per circa metà verso l’Europa, tendenza che si è instaurata negli ultimi tre anni.
Invece, la Cina non ha una forte dipendenza da Washington per il gas: l’anno scorso Pechino ha ricevuto dagli Usa appena il 6% delle sue forniture di Gnl (secondo un recente rapporto del Center on Global Energy Policy della Columbia University). E gli Usa hanno inviato appena il 5% dell’export di Gnl in Cina.