
Restano pochi giorni a disposizione per evitare il collasso del sistema sanitario in Italia. La curva dei contagi comincia a spaventare. Aumentano esponenzialmente i casi e le rianimazioni sono a rischio.
A Codogno e dintorni si sta tuttavia riuscendo ad arrivare a un R0 di 1 a 1: in pratica, un positivo al tampone a sua volta ne infetta solo un’altra persona e non più due. Per gli esperti è l’inversione della curva epidemiologica tanto attesa.
Al di fuori della Zona Rossa la curva dei nuovi casi è, invece, in crescita costante: una persona sta continuando a contagiarne a sua volta più di una.
Intanto il coronavirus ha ormai contagiato l’Europa intera: le persone infettate sono oltre 15 mila, mentre i morti hanno superato quota 500, di cui la maggior parte in Italia. Numeri che fanno crescere l’allarme a Bruxelles e incoraggiare un coordinamento dei 27 per unire gli sforzi.
Ma il contagio è ormai su scala globale. Con oltre 110 mila casi e oltre 4 mila vittime in tutto il mondo, per l’Organizzazione mondiale della Sanità non si tratta ancora di pandemia ma “la minaccia” che lo diventi “è molto reale”.
Laddove, al contrario, tutto è iniziato la situazione sembra in via di miglioramento. L’epidemia “è sostanzialmente limitata all’epicentro”: ha detto il presidente cinese Xi Jinping in occasione della prima visita a Wuhan dallo scoppio della crisi.