Credit Suisse archivia il quarto trimestre con una perdita netta di 1,4 miliardi di franchi svizzeri (1,4 mld di euro). Il risultato è peggiore delle stime. L’istituto, seconda banca della Confederazione elvetica per importanza, si conferma in grossa difficoltà come appunto dimostrano i dati negativi che continuano a essere diffusi dalle sede di Paradeplatz a Zurigo.
Giovedì 9 febbraio, mentre nella ricca città svizzera si sta festeggiando il carnevale, la direzione della banca ha fatto sapere che la perdita accumulata nel 2022, dopo ben 4 esercizi trimestrali profondamente negativi, ammonta alla cifra colossale di 7,3 mld di franchi.
Non stupisce più di tanto che i clienti siano in fuga: più di 100 miliardi trasferiti ad altri istituti. I tentativi di invertire un corso recente segnato da scandali e scelte sbagliate sono risultati inutili. A questo punto il futuro della banca è appeso a un filo: l’ultimo tentativo per il rilancio nelle mani del banchiere statunitense Michael Klein.