Almeno 70 persone sono rimaste ferite in nuovi scontri tra manifestanti e forze di sicurezza a Beirut, portando così a oltre 450 il totale tra sabato e domenica. Si è trattato del we più violento dall’inizio delle contestazioni in Libano contro il governo.
Le mobilitazioni contro il sistema politico, la corruzione e il carovita vanno avanti dalla metà di ottobre. Fino a quando, sabato 18 gennaio il clima infuocato ha spinto il capo di Stato Michel Aoun e il premier uscente Saad Hariri a chiedere l’intervento dell’esercito per “ristabilire la calma” nel centro della capitale.
Il Paese è da mesi in uno stato di profonda crisi economica e politica. E il sistema bancario locale, per decenni descritto come il più stabile della macroregione, ha cominciato a razionare la distribuzione del dollaro statunitense in un contesto di svalutazione graduale della lira locale. L’inflazione è ora al 30% e la disoccupazione è in vertiginoso aumento.