
Tra il 2014 e il 2016, l'economia russa ha sofferto di una crisi valutaria causata dal crollo dei prezzi del petrolio e dall'impegno del paese nel conflitto con l'Ucraina.
Sebbene la crisi sia stata superata nella seconda metà del 2016 grazie a prudenti politiche fiscali e monetarie, e all'aumento dei prezzi del petrolio, la ripresa economica resta debole e lo scenario di crescita a medio termine della Russia appare piuttosto deludente.
Secondo il think tank britannico Bruegel, le modeste prospettive di crescita sono causate da diversi fattori e, in particolare, quattro:
- invecchiamento demografico e declino della popolazione in età lavorativa;
- clima avverso al business e agli investimenti (soprattutto esteri);
- economia scarsamente diversificata e principalmente basata sugli idrocarburi;
- sanzioni occidentali alla Russia in risposta all'annessione della Crimea e il sostegno russo ai separatisti nella regione orientale del Donbas dell'Ucraina.
Per aumentare la crescita potenziale - suggerisce il think tank con sede a Londra - la Russia avrebbe bisogno di riforme economiche e istituzionali.